2008
NARRATIVA EDITA PDF Stampa E-mail

PRIMO PREMIO

IL CAMMINO DI HADAS
Viaggio nella memoria sulle tracce di un libro segreto
Luigi  Combariati   - Catanzaro

    “ I tranquilli scenari di una quotidianità perduta”, (le adunanze, le ricorrenze, il regalo per il piccolo Giulio, la sorpresa che renderà felice la moglie), al paragone della Storia con le sue ingiustizie e le sue atrocità; ma anche il cammino e la ricerca,  attraverso cui “un pigro commerciante di quartiere, convinto della prevalenza su tutto di un’esistenza tranquilla anche se incolore”,  rivela alla fine un’insospettabile energia, trasformandosi in “combattente implacabile”, dopo la barbarie di cui è stato testimone, in quella sorta di discesa agli inferi che è stata per lui la visita agli ebrei richiusi colpevolmente da due giorni nei carri bestiame; questo e altro ancora ha saputo magistralmente raccontare Luigi Combariati, facendo scorrere sull’asse temporale i piani sfalsati della cronaca e dell’invenzione, ricostruiti e rivissuti in una molteplicità di punti di vista.
[Fabio Dainotti]

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Narrativa inedita PDF Stampa E-mail

PRIMO PREMIO
Se è vero che con le parole è possibile dipingere, in “Vladimir Packaratt l’illusionista” questo assioma trova la sua dimostrazione. E’ questo il perché che ha spinto la giuria a far salire sul podio l’autore. Personaggi e atmosfere sono dipinte con chiare pennellate, proprio come hanno saputo fare i realisti. Non una copia della realtà. Attenzione. Ma una riproduzione della stessa in cui la personalità di chi la sta scrivendo viene fuori senza prevaricazione alcuna. Ed è questo quanto accade nel leggere il dramma in due atti oggetto del nostro interesse. Meritevole di pubblicazione anche per consentire ad un pubblico più vasto di essere assaporato in tutte le sue variazioni. Un merito è quello dell’essere riuscito a calibrare il ritmo ed il tempo con continue variazioni, senza creare rotture con quanto detto e raccontato prima o dopo. Un altro elemento che ha convinto è stato il giusto risalto dato a tutti i personaggi. Si ha la sensazione che non ci siano ruoli secondari: ad ognuno, infatti, viene dedicato il giusto ritratto. Tutti poi “lavorano” per  rafforzare quello del protagonista, Vladimir. A far da collante ci pensa poi la scrittura: la descrizione di cose e situazioni è si dettagliata ma non maniacale. Lo stile è pulito. Proprio come quando si assiste ad un’opera teatrale  qui la scenografia fa da scenografia e gli attori si muovono in essa per dar corpo alla narrazione. Non sarebbe impensabile dunque per “L’illusionista” l’approdo alle tavole. Gli elementi ci sono tutti. [Concita De Luca] 

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EDIZIONE 2008 PDF Stampa E-mail

Non ha deluso le aspettative questa XXV edizione del Premio Città di Cava. Anche quest’anno l’invito lanciato dall’Associazione l’Iride è stato raccolto da numerosi autori molto diversi per età, provenienza e formazione culturale che hanno ulteriormente arricchito di temi nuovi ed eterogenei la nostra dimensione letteraria.
Filo rosso di tutte le sezioni è stato il tema dell’integrazione etnica, razziale e culturale, spunto di riflessione per molti autori. Sintomo di un malessere strutturale della nostra società che oggi più che mai coinvolge e spaventa, anche alla luce dei rigurgiti di intolleranza che hanno purtroppo affollato la più recente cronaca giornalistica.
Alcuni autori hanno posto al centro delle loro opere il disagio connesso all’emigrazione, le ferite dei popoli perseguitati dal nazifascismo, la rabbia muta delle tante donne vittime ieri come oggi di episodi di sopraffazione sessuale o ancora la violenza fisica e culturale nei confronti di etnie e di religioni diverse. Altri, invece, hanno cercato di accendere una speranza scrivendo di solidarietà verso i deboli e i diversi. Di tolleranza. Di convivenza civile tra le razze e di rispetto tra le confessioni religiose.

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POESIE IN LINGUA ITALIANA PDF Stampa E-mail

PRIMA CLASSIFICATA  

Io sono rimasto a queste calli
Sono finite le strade del tempo
ragazzo – un lume appena di memoria
che si spegne – quando avevo negli occhi
lo stupore dei libri e le notti tutte da inventare
e molte carte e parole e giorni lunghi da sprecare.
Imparavo l’amore allora a poco a poco,
sognavo quel dolce fuoco, i baci e le promesse
di una vita da correre alla luce
del suo viso sorridente di ragazza. E furono ore
di sole alto davvero, di lunghi
sguardi oltre il cancello delle ciglia,
conobbi l’abbraccio di due anime
accanto. Più tardi ho saputo il suo strazio.

Gli altri sono andati, hanno fatto figli
un po’ per amore un po’ perché si fanno,
qualcuno è caduto nell’orrore delle pistole
giustiziere, degli aghi nelle vene.
Di tanti - oggi – ricordo appena il nome.

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RACCONTI BREVI PDF Stampa E-mail

Primo premio

LA RISPOSTA DI DIO
Stefano Borghi -  Cassina de Pecchi (Milano)

E Dio ci risponde sempre. Basta ascoltarlo! Dicembre alle porte ci invita ad una grossa riflessione sulla vita, sul dolore, sulla gioia degli sguardi, delle piccole cose, dei teneri sorrisi. La storia di tre persone, Stefano-Maria-Teresa, è descritta in un racconto toccante, un racconto che entra nel cuore, nell'animo, tra gli angoli più nascosti, ma più veri, della nostra coscienza. I fili della storia dei tre vengono mossi e diretti da Dio, un Dio nascosto ma presente in ogni parola pronunciata e vissuta dall'autore. Un Dio che ha un progetto ben definito, nel quale però, noi esseri umani non possiamo entrare.  È qui “ entra in gioco” la nostra limitatezza: riconoscere la sua enormità significa prendere coscienza di noi!
Stefano è il padre (ora ha 70 anni), Maria è la madre (ora morta), Teresa è la figlia che oggi compie trent'anni. Una figlia viva che riesce a comunicare con piccoli ma dolci gesti, con teneri sguardi: Teresa c'è, Stefano c'è. Il ” c'è” vuol dire: vivono in sintonia, vivono con una percezione di sé e degli altri più forte di coloro che vivono ma non ci sono. L'autore è eccezionale nel suo vivere accanto a Teresa, ed è eccezionale anche nelle parole che “ dedica” a Maria (“ l’ha sempre guardata come se fosse la bambina più bella del mondo”). Tante le frasi da elencare: tutte belle, tutte delicate, tutte sentite dal profondo del cuore. Un cuore, quello dell'autore, toccante, un cuore che ancora, a settant'anni, palpita, vive, soffre, ma ama.  E cosa dire, poi, delle sue paure? Comprendo, le comprendo, perché ? Le ho anch'io. Grazie, Stefano!    [Annamaria Apicella]

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